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Il consiglio comunale di Ottaviano ha approvato, all’unanimità, l’adesione al consorzio “Gal Vesuvio Verde”, la rete composta da Comuni, Parco nazionale del Vesuvio ed altre realtà dell’area vesuviana che avrà il compito di individuare azioni di sviluppo, condivise e partecipate, del territorio vesuviano. In modo particolare, il “Gal Vesuvio Verde” parteciperà al bando per la selezione e l’attuazione dei Piani di Azione Locale nell’ambito del PSR Campania 2014-2020 (decreto regionale dirigenziale n. 19 del 20 maggio 2016, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania numero 32 del 23/05/2016). Il PSR della Campania 2014-2020, infatti, ha previsto la misura 19, denominata “Sviluppo locale di tipo partecipativo”, che contempla proprio che la gestione dei progetti di sviluppo sia effettuata da Gruppi di Azione Locali (Gal), composti da rappresentanti degli interessi socio-economici locali sia pubblici che privati. Il consiglio comunale di Ottaviano è il primo, tra tutti i Comuni della zona vesuviana, ad aver adottato la delibera di adesione a “Vesuvio Verde”. Spiega il presidente del consiglio comunale Biagio Simonetti: “Il voto unanime è un dato importante: dimostra che l’intera assemblea crede in questo importante strumento di sviluppo. Ci aspettiamo, ora, che gli altri enti approvino l’adesione in modo da lavorare tutti insieme per la crescita del territorio”

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Continua la marcia di avvicinamento all'appuntamento elettorale che vedrà i cittadini di Napoli andare alle urne domenica prossima per il rinnovo del consiglio comunale dopo il mandato guidato da Luigi De Magistris. Proprio dalla coalizione di liste e partiti che supporta il sindaco uscente abbiamo deciso di scegliere un candidato e di presentaralo ai nostri lettori. All'anagrafe il nome è di quelli identificativi della chiara estrazione partenopea:  Luigi Esposito, un nome qualunque tra tanti si potrebbe dire, in realtà dietro ad un nome qualunque si trincera la e ora di un uomo dalle indiscutibili qualità gestionali. Non quindi, un Luigi Esposito qualunque , ma quel Luigi Esposito, consigliere comunale uscente nato a Napoli nel maggio del 1970. laureatosi all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” in Ingegneria Civile sezione Trasporti con il massimo dei voti, Esposito è iscritto all’Ordine degli Ingegneri di Napoli. La sua passione verso la gestione dei processi lo spinge a seguire il corso in “Project Management Foundations and Advanced Project Management” del Project Management Institute tenutosi presso l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. Attualmente è il project manager di una società con sede a Napoli che opera in tutto il territorio nazionale e internazionale. Nel giugno del 2011 le sue acclarare capacità manageriali e gestionali gli vengono riconosciute e viene eletto come Consigliere comunale di Napoli, con Luigi de Magistris Sindaco. Nell’aprile del 2012 intraprende uno studio sulla riorganizzazione della macchina comunale avvalendosi dell’aiuto di 10 professionisti appartenenti a varie discipline e 400 dipendenti comunali che hanno offerto la propria collaborazione a vario titolo. Il lavoro viene consegnato e illustrato al Sindaco Luigi de Magistris nel giugno 2012 ed esposto in un convegno tenutosi il 18 luglio 2012 presso l’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino. Il 31 ottobre 2012, il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, con decreto sindacale, gli affida la delega al personale e alla riforma della macchina comunale.Luigi Esposito ipotizza e getta le basi per la creazione dell’ “Osservatorio sulla Finanza di Progetto”. L’idea, presentata al Sindaco Luigi de Magistris,  si realizzerà  a fine dicembre 2012. Il 21 dicembre 2012, il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, con decreto sindacale, gli affida la Presidenza dell’Osservatorio per la Finanza di Progetto. L’Osservatorio per la Finanza di Progetto è costituito dagli assessori all’Urbanistica, all’Ambiente, alla Mobilità e Infrastrutture, al Patrimonio, alla Finanza e Programmazione e alla Trasparenza e dai Direttori e Coordinatori delle strutture comunali competenti in materia di Urbanistica, Finanza e Programmazione, Mobilità e Infrastrutture, Patrimonio ed Ambiente. È stato componente delle Commissioni consiliari Personale, Scuola e Istruzione, Lavoro e attività produttive, Diritti e Sicurezza. Nel 2012 realizza uno studio sulla riorganizzazione della macchina comunale che vede coinvolti più di 10.000 dipendenti comunali riducendo gli uffici comunali da 250 a 150. Luigi de Magistris gli affida la delega al personale e alla riforma della macchina comunale. Nello stesso anno ipotizza e getta le basi per la creazione dell’ “Osservatorio sulla Finanza di Progetto”, una cabina di regia composta da alcuni Assessori e Direttori delle strutture comunali. Luigi de Magistris gli affida la Presidenza di tale Osservatorio. Nella prossimo futuro - dichiara Luigi Esposito - proseguirò nel lavoro avviato focalizzando l'attenzione sulla normalità e sulla vivibilità della città con una lista precisa di priorità: sicurezza, manutenzione strade, traffico, cura del verde pubblico, miglioramento del trasporto cittadino su gomma".

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Nella competizione elettorale del prossimo fine settimana scenderanno in campo tante facce pulite. In un'epoca in cui la politica è alla prese con un calo evidente di credibilità e di persone altrettanto spendibili nell'agone elettivo, torna difficile reperire nella società civile uomini e donne disposti a metterci la faccia per svoltare pagina e dare nuova linfa alla macchina amministrativa. Questi discorsi fatti in una grande metropoli come Napoli assumono, dunque, una dimensione amplificata e difficile da far comprendere ai più. Sulla scena si ergono a protagonisti anche personalità che fino a qualche giorno prima della chiusura della presentazione delle liste mai avrebbero pensato di entrare nell'arena per dare una nuova opportunità alla capitale del Mediterraneo. Questa è la scelta di Roberto Vetrano un sergente di ferro, un bersagliere pluridecorato per le sue numerose missioni svolte a sostegno della pace nelle terre martoriate di Bosnia, Kosovo, Macedonia ed Afghanistan. Un uomo delle istituzioni che ha deciso di dare il suo contributo per la sua città. " Mi candido perché voglio portare una ventata di novità nel palazzo - dichiara il neocandidato con la lista di Napoli Popolare. Ho scelto di appoggiare la coalizione che supporta la Valente perché convinto della bontà del progetto politico votato prioritariamente al rilancio della città che passa per le periferie come Bagnoli per il quale il governo Renzi ha recentemente stanziato 25 milioni di euro per la bonifica ma anche Ponticelli e San Giovanni. Sono sceso in campo perché chi è nato e si è forgiato all'interno delle istituzioni militari può infondere quello spirito di servizio e di sacrificio tipico dei militari anche nell'ambito della pubblica amministrazione. Sono convinto - aggiunge Vetrano - che gli amici e gli elettori che mi voteranno non si pentiranno della scelta. Mi propongo di rendere Napoli una città in linea con le ambizioni europeistiche e, quindi, più sicura avviando quel progetto fermo nel cassetto da troppo tempo di rendere operativo l'impiego dei militari a bordo dei mezzi pubblici cittadini. Soluzioni che ho vissuto di prima persona in altre regioni e città come Roma e nel Lazio che hanno portato a dei risultati immediati in termini di percezione della sicurezza e dei controlli del territorio. È un dato incontrovertibile che a Napoli l'impiego dei militari nell'ambito dell'operazione "Strade Sicure" a supporto delle Forze dell'ordine ha sortito effetti benefici sulla collettività. Sono convinto - conclude il Sottufficiale dei bersaglieri - che dopo questa tornata elettorale Napoli sarà più attraente e sicura".

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A pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale,"il Vesuviano" avvia una campagna di presentazione tra alcuni dei candidati in lizza nelle amministrative per il capoluogo campano. Una scelta difficile per i cittadini napoletani che tra una giungla di nomi e liste e simboli dovranno scegliere i rappresentanti cittadini all'interno del parlamentino cittadino. Partiamo da Luigi Masiello, generale dell'Esercito Italiano in congedo il quale dopo una fulgidissima carriera con le stellette ha deciso di scendere in campo per supportare la colazione di centrosinistra capeggiata dalla Valente.  Napoli Popolare è la lista con la quale l'ex ufficiale dell'Esercito ha deciso di scendere in campo. Un cuore giallo che si incaglia  nello sfondo azzurro è il simbolo di questa lista che è espressione del mondo dell'associazionismo e dei valori napoletani. Una laurea in sociologia ed una in scienze delle comunicazione fanno di Luigi Masiello una personalità di elevato spessore in una tornata elettorale in cui scegliere il candidato ideale diviene impegno assai arduo. Impegnato in tutte le missioni  di pace che agli inizi degli anni novanta videro l'Esercito Italiano in prima linea per risolvere le controversie tra i neonati stati dell'est europeo, Masiello in servizio assunse i delicatissimi incarichi in scenari internazionali quali la Bosnia Ergegovina, il Kosovo e Macedonia. Missioni di pace che gli valsero numerosi riconoscimenti tra i quali le croci d'argento e di bronzo al merito dell'Esercito. Ischitano di nascita Luigi Masiello oltre alla vita militar ha coltivato numerosi interessi sia nel campo sociale che nel mondo dell'informazione. È iscritto infatti nell'ordine dei giornalisti professione che ha svolto collaborando con prestigiose testate quali il Roma ed il Corriere di Caserta, quotidiani presso i quali ha curato diversi servizi e corrispondenze proprie dal fronte delle missioni estere. Il suo programma elettorale è incardinato su 5 caposaldo qui riportati in ordine di priorità: lavoro per i giovani (per migliorare la formazione dei giovani per un loro inserimento nelle Istituzioni e nel mondo del lavoro in genere. Supporto alla famiglia (Attraverso la cooperazione edilizia aiutare le famiglie nella realizzazione della prima casa o del box- auto pertinenziale a Napoli, quest’ultimo in particolari contesti urbani privi di parcheggio). Supporto alla piccola impresa (Sostenere le istanze provenienti dal mondo delle associazioni di categoria, facilitando una semplificazione procedurale e utilizzando i fondi europei). Attenzione alla Salute (dedicare particolare attenzione alle intolleranze alimentari, adeguandone l’inquadramento normativo tra le malattie sociali). Recupero dell’Ambiente urbano ( Facilitare l’intervento diretto dei cittadini, al fianco degli Enti Locali e riuniti in cooperative, per procedere alla riqualificazione di “porzioni” delle attrezzature urbane dei nostri quartieri). 

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Continua il nostro viaggio sul territorio e incontriamo oggi l’assessore Rosalba Boccia, coniugata e madre di due bambini. Una donna curiosa che ascolta musica e con una certa passione per il buon cibo. Allora assessore che cosa significa amministrare il tuo paese? Sicuramente un onere e onore. E’ un impegno che credo nella possibilità e nella necessità di contribuire al cambiamento di una città che mi ha visto nascere e crescere. Amministrare il proprio paese significa prima di tutto conoscerne le esigenze che io stessa vivo da cittadina. In un momento politico così complesso come quello che viviamo, dove tagli e imprevisti sono all’ordine del giorno, richiede una gestione attenta ai bilanci soprattutto attraverso scelte che non precludano lo sviluppo e che non perda di vista le fasce più deboli come i giovani e gli anziani. Inoltre dobbiamo predisporre il nostro paese anche alla possibilità di crescita sia economica sia sociale avendo una visione d’insieme in cui i bisogni delle singole categorie non limitino lo sviluppo collettivo. Lo faccio per la tanta gente che attraverso il voto ha riposto in me una speranza di cambiamento. Il mio impegno è far sì che i nostri figli non vadano via per mancanza di opportunità. Rosalba Boccia a chi deve dire grazie dopo il 14 giugno? A tutte quelle persone che mi hanno sostenuto e che hanno creduto in me, alla mia famiglia, a mio marito che mi aiuta a gestire la famiglia in un ruolo complesso come quello di madre, moglie, lavoratrice e politico. Un grazie va sicuramente a loro. Non da ultimo al sindaco che ha riposto in me la fiducia assegnandomi deleghe impegnative.Che cosa rappresenta Terzigno per te? E’ la mia casa, il posto, dove sono andata a scuola, i miei ricordi più belli e felici dell’infanzia sono collegati a ogni pietra, ogni stradina, ogni angolo o scorcio di questo paese. Rappresenta tutta la mia vita nel bene e nel male, anche quando mi sposto, Terzigno resta sempre la mia unica casa. Le deleghe ricevute sono di primissimo piano, quali sono gli obiettivi a medio e lungo termine? Sicuramente investire nella delega che dal mio punto di vista è quella più “sentita” ovvero le politiche giovanili, poi sicuramente ci sono l’area PIP e la regolamentazione del mercato, che daranno una spinta all’economia del paese.Particolare attenzione è rivolta anche allo sport, infatti, grazie alla collaborazione con il CONI abbiamo intrapreso diverse iniziative, sicuramente la più importante è stata quella di garantire a più di cinquanta famiglie bisognose la possibilità di accedere auna disciplina sportiva in modo gratuito. Non da meno è l’attenzione dedicata alle politiche agricole, poiché insieme al comune di San Giuseppe Vesuviano stiamo lavorando alla costituzione del GAL. Ci sarebbe da dire, ma forse la risposta è sentiamoci tra un anno e valutiamo quello che sono riuscita a fare e cosa posso ancora dare per questo paese. Noi ce la stiamo mettendo tutta.Non ha certo ereditato un bel patrimonio, da dove bisogna ripartire? Noi stiamo spingendo a mano una macchina amministrativa senza carburante. La situazione nazionale di certo non permette lo sforo della legge di stabilità, ma ci rendiamo conto che non siamo da soli, i cittadini ci sostengono anche partecipando in modo attivo alla rinascita del paese mediante la realizzazione di manifestazioni e momenti di aggregazione. Si sente una nuova aria e Terzigno, anche se a piccoli passi stiamo ripartendo. Terzigno si aspetta un cambiamento, una trasformazione che allo stato attuale ancora non è avvenuta, colpa tutta della passata amministrazione? Le trasformazioni delle città non sono così repentine come uno spera. Noi siamo partiti da una situazione non semplice, lo sapevamo, abbiamo le capacità e la voglia per riuscire a cambiare questo paese. Lei è stata assessore con Auricchio e ora è ripartita con Ranieri, quali differenze e il perché della scelta di condividere il progetto del cambiamento? Due stili completamente diversi di gestire la cosa pubblica. Con Auricchio mi sentivo sola, ho amministrato per meno di un anno e a fine mandato. Con Ranieri abbiamo condiviso un progetto a origine, insomma siamo un gruppo compatto che si è prefissato degli obiettivi e che ogni giorno collabora per realizzarli. Oggi mi sento più nel mio ruolo che qualche anno fa, lo ammetto. Credo che questo si veda anche dall’esterno e dal numero delle iniziative intraprese in questo percorso amministrativo. Il nostro paese non ha un teatro, un cinema, né tantomeno luoghi di aggregazione, l’amministrazione cosa sta pensando e cosa intende fare? Come le dicevo prima cambiare, modificare una città non è cosa da poco. Ci sono tanti, troppi progetti arenati, vuoi per mancanza di fondi, vuoi per una burocrazia che in una zona come quella del Parco Vesuvio pesa sulla gestione, vuoi per tutta una serie di circostanze che hanno a che fare anche con amministrazioni precedenti che creano la situazione attuale. Una delle prime opere completate è sicuramente l’area ex macello ed è nostro interesse trovare una gestione efficiente che non pesi sulle casse comunali. Abbiamo avviato le procedure per sbloccare il palazzetto dello sport in località Boccia al Mauro e dello stadio comunale. Con i soldi delle compensazioni ambientali, contiamo di realizzare la bonifica dell’area adiacente alle scuole medie, realizzandovi un anfiteatro.  Questione stadio. Sarà un domani un campo da calcio o potrebbe essere un anfiteatro all’aperto e si risolvono diverse problematiche, spostando tutto su una zona periferica e facendo vivere un’altra parte del paese? Sicuramente una struttura come quella non può e non deve essere relegata a una sola funzione, ovviamente nei limiti della tollerabilità della struttura stessa, cose che non deturpino la sua natura, insomma. L’assenza dei parchi giochi o un’area verde fattibile per i bambini, o recuperare delle zone esistenti è nel programma di quest’amministrazione? Non crede che siano delle priorità per la popolazione?  Sicuramente sì e fanno parte del piano comunale. Alcuni dei terreni individuati dal PUC sono ancora di proprietà privata. Un esproprio per pubblica utilità o una gestione pubblico/privata non è cosa semplice e immediata ma non è una delle tante direzioni in cui non stiamo guardando.  Come mi vedo da qui ai prossimi cinque anni? Sicuramente ancora mamma, moglie e politico, ma spero in una Terzigno migliore.